Sparatoria razzista a Trastevere: la vittima racconta l’aggressione a piazza Trilussa

Un colpo di pistola dopo un rimprovero civile

Un giovane di 26 anni, Pape, è ricoverato all’ospedale San Camillo di Roma dopo essere stato ferito da un colpo di pistola nella notte a Trastevere. L’aggressore, un romano di 33 anni, ha aperto il fuoco dopo essere stato richiamato per comportamento indecoroso in luogo pubblico. L’episodio è avvenuto intorno alle tre di notte in piazza Trilussa, nel cuore di uno dei quartieri più frequentati della capitale, e si è concluso con la vittima ferita a un braccio e l’aggressore in fuga prima dell’intervento dei carabinieri.

La dinamica dell’aggressione

Pape stava rincasando con la fidanzata e due amici dopo aver seguito una partita dei Mondiali nel locale dove lavora la sua compagna. Giunto in piazza Trilussa, ha notato un uomo che urinava sulla serranda di una pizzeria. Si è avvicinato con tono educato, chiedendogli conto del gesto, anche perché conosce personalmente il titolare dell’esercizio. La reazione dell’uomo è stata immediata e violenta.

«Sporco negro, te la sei presa con la persona sbagliata», avrebbe urlato l’aggressore prima di sferrare due pugni in faccia alla vittima. Pape, temendo per l’incolumità della fidanzata e degli amici, ha scelto di non reagire e il gruppo si è allontanato rapidamente. L’aggressore li ha inseguiti fino all’incrocio con vicolo del Cinque, dove ha prima esploso un colpo in aria e poi, dopo che Pape ha tentato di immobilizzarlo, ha premuto nuovamente il grilletto ferendolo al braccio.

La fuga e i soccorsi

Il gruppo si è spostato sul Lungotevere per sottrarsi al pericolo di ulteriori spari. L’aggressore, probabilmente allertato dall’arrivo dei carabinieri, si è dato alla fuga. Solo in un secondo momento Pape ha potuto ricevere le cure necessarie. Dal suo letto d’ospedale, in attesa di essere visitato dal chirurgo, ha dichiarato: «Mi fa molto male il braccio, ma è andata bene. Poteva finire molto peggio se avessi reagito».

La testimonianza: «Non bisogna essere indifferenti»

Nonostante la gravità di quanto subito, Pape non si mostra pentito della propria scelta. «Assolutamente sì, rifarei tutto», afferma con convinzione. «Non bisogna essere indifferenti davanti all’inciviltà delle persone». Residente a Roma da oltre cinque anni e lavoratore nel quartiere da quattro, dichiara di non aver mai incontrato prima il suo aggressore, pur sottolineando come figure simili non siano rare nella zona.

Il degrado di Trastevere: un problema strutturale

Le parole della vittima aprono uno squarcio su una questione più ampia che riguarda la sicurezza e la vivibilità di Trastevere. «Il quartiere è purtroppo vittima di gruppi di persone che fanno quello che vogliono», racconta Pape. Ubriachezza molesta, risse, spaccio e disturbo della quiete pubblica sono fenomeni che chi lavora nel quartiere conosce bene. La presenza di armi da fuoco, tuttavia, rappresenta per lui una soglia nuova e allarmante: «Mai mi era capitato di vedere gente armata. La situazione sta davvero degenerando».

L’episodio, che unisce una matrice razzista dichiarata a un uso spregiudicato di un’arma illegale, richiama con forza la necessità di un presidio istituzionale più efficace in uno dei centri storici più vitali — e più esposti — della capitale.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *