C’è un appuntamento che si annuncia già come uno dei momenti di mobilitazione civile più significativi dell’autunno: sabato 17 ottobre, a Roma, la coalizione Via Maestra — che riunisce la Cgil e oltre cento associazioni della società civile — convoca una grande manifestazione nazionale. La decisione è maturata in seno all’assemblea dell’alleanza, che ha voluto ribadire con forza la necessità di un rinnovato protagonismo dei cittadini a difesa dei valori fondanti della Repubblica.
Al cuore della mobilitazione vi è la difesa della Costituzione e la richiesta della sua piena attuazione, un tema che in questa fase politica assume una rilevanza tutt’altro che simbolica. Accanto a questo, i promotori pongono con eguale urgenza le questioni della pace, di un sistema fiscale realmente progressivo, di un welfare universalistico capace di rispondere ai bisogni concreti delle famiglie e dei lavoratori, e della lotta alle disuguaglianze, che in Italia continuano ad allargarsi nonostante la ripresa economica degli ultimi anni. Sono temi che riguardano da vicino imprenditori, professionisti e amministratori locali, non meno che i lavoratori dipendenti: la qualità del lavoro e la tenuta del sistema di protezione sociale sono, in ultima analisi, precondizioni di una democrazia sana e di un’economia competitiva.
La manifestazione porta con sé anche un esplicito no all’autonomia differenziata e a quella che i promotori definiscono una controriforma elettorale. Si tratta di due dossier sui quali il dibattito pubblico è acceso e le posizioni distanti: chi sostiene che l’autonomia differenziata rischi di accentuare i divari territoriali tra Nord e Sud del Paese, e chi invece teme che le modifiche al sistema elettorale possano alterare gli equilibri della rappresentanza democratica. Indipendentemente dalle valutazioni di merito, è un fatto che queste istanze stiano aggregando un fronte ampio e trasversale della società civile organizzata, il che merita attenzione da parte di chiunque si occupi seriamente di governance e di coesione nazionale.
Roma, il 17 ottobre, sarà dunque un banco di prova per misurare la capacità di questa alleanza di tradurre in presenza fisica — e in proposta politica concreta — un’inquietudine diffusa che attraversa strati diversi della cittadinanza. La piazza, quando è espressione autentica di partecipazione democratica e non di radicalismo, rimane uno strumento legittimo e prezioso del dibattito civile. Vale la pena seguire con attenzione come questa mobilitazione saprà articolare le proprie richieste nei confronti delle istituzioni.

