Emma Bonino, l’addio di Roma: centinaia di cittadini alla camera ardente in Campidoglio

Sulla bara era adagiata la bandiera dell’Unione Europea. Intorno, mazzi di fiori accumulati di ora in ora, corone, e soprattutto una fila interminabile di persone che per tutta la giornata di lunedì ha attraversato la sala della Protomoteca del Campidoglio per rendere omaggio a Emma Bonino, scomparsa sabato scorso all’età di 78 anni. Ex commissaria europea, ex ministra degli Esteri, parlamentare in più legislature, Bonino ha lasciato un’impronta profonda nella storia politica italiana ed europea, e la città di Roma le ha tributato un saluto all’altezza di quella eredità.

Il feretro è giunto in Campidoglio poco prima di mezzogiorno, accolto dal picchetto d’onore e dal sindaco Roberto Gualtieri, affiancato dai deputati Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, dalla sorella Domenica e da altri familiari. Fin dalle prime ore del mattino, ben prima dell’apertura ufficiale della sala, i cittadini avevano cominciato ad attendere in modo composto lungo le scale del colle capitolino. «Dopo i digiuni adesso ci fa fare tutti questi scalini», ha commentato ad alta voce un signore tra la folla, «ma ne vale la pena».

Tra le dodici e le diciannove, il corteo di persone non si è mai interrotto. Molti gli esponenti politici che si sono avvicendati accanto al feretro. Il sindaco Gualtieri ha ricordato come Bonino «abbia svolto un ruolo molto importante in tante fasi decisive per rendere il nostro Paese più libero e quindi più giusto», aggiungendo che «anche grazie a lei l’Italia è un Paese migliore». Riccardo Magi, rimasto a lungo accanto alla bara insieme a Della Vedova, ha sottolineato come «tante italiane e italiani di diverse generazioni e anche di identità politiche diverse abbiano visto in Emma Bonino un esempio di come dovrebbe essere la politica». Della Vedova, dal canto suo, ha ricordato il metodo che la contraddistingueva: «A partire dagli ideali e dai valori si individuavano gli obiettivi e si costruiva l’iniziativa politica per raggiungerli».

Nel corso del pomeriggio si sono presentati alla camera ardente anche due ex presidenti della Camera, Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini, figure lontane per storia e sensibilità politica da quella di Bonino, ma entrambi presenti a testimoniare un rispetto che trascendeva le divisioni ideologiche. Casini l’ha definita «un’europeista come dovremmo essere tutti». Fini non ha nascosto le distanze su alcune questioni, ma ha riconosciuto che nei confronti internazionali — sia durante il mandato come commissaria europea sia come ministra degli Esteri — si erano trovati «molti punti di convergenza», concludendo che «la politica italiana ed europea da qualche giorno è più povera».

Nel tardo pomeriggio è giunto anche Paolo Gentiloni, che ha ricordato come cinquant’anni fa nessuno avrebbe immaginato che «posizioni radicali sarebbero state riconosciute da tutti», attribuendo a Bonino il merito di quel cambiamento culturale e definendola «sempre un esempio di coraggio». Nicola Fratoianni, arrivato a sua volta nel pomeriggio, ha richiamato l’urgenza di difendere «con grande determinazione i diritti fondamentali su cui lei ha lasciato il segno e che oggi sono di nuovo in discussione». Bruno Tabacci, tra i fondatori di +Europa, ha sottolineato la responsabilità del laicato politico, mentre Stefania Craxi ha ricordato le «battaglie di civiltà» combattute insieme.

A chiudere idealmente la giornata è stata una lettera di Carla Taibi, tesoriera di +Europa e stretta collaboratrice di Bonino per molti anni. «La sua richiesta “amatemi di meno, votatemi di più” purtroppo non sempre è stata accolta, anzi quasi mai, e questo la faceva soffrire tanto», ha scritto Taibi. «Come la facevano soffrire, nell’ultimo periodo, le varie derive e tutto quello che stava accadendo nel mondo, in Europa, in Italia e persino nel suo partito.» Parole che restituiscono la figura di una donna che fino alla fine ha misurato il senso della politica non sul consenso ricevuto, ma sulla qualità delle battaglie intraprese.

La veglia civica in piazza del Campidoglio

Per la serata di martedì è prevista una veglia civica in piazza del Campidoglio, a partire dalle ore 19. Accanto a Riccardo Magi e a Carla Taibi, sono attesi numerosi esponenti della politica e della società civile: Elly Schlein, Angelo Bonelli, Francesco Rutelli, Luigi Manconi, Enzo Maraio, Concita De Gregorio, Cécile Kyenge, le giornaliste Kasia Smutniak, Francesca Fagnani e Serena Bortone, oltre a Roberto Giachetti, Bruno Tabacci e molti altri ancora. Corposa anche la rappresentanza del mondo radicale in senso stretto, con la presenza di Antonella Soldo, Sergio D’Elia, Filippo Blengino e Matteo Hallissey, a testimoniare la continuità di una tradizione politica che Bonino ha incarnato con rara coerenza per oltre mezzo secolo.

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