Un esperto dell’ECDC in prima linea contro l’Hantavirus: la missione di Ettore Severi
Dal 5 maggio, Ettore Severi, 50 anni, originario di Grosseto, farmacista di formazione ed epidemiologo dell’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) con sede a Stoccolma, è salito a bordo della nave da crociera MV Hondius per indagare sulla diffusione dell’Hantavirus tra i passeggeri. Quando è arrivato l’ordine di imbarcarsi, Severi non ha esitato un istante.
I casi confermati di contagio a bordo sono stati 8, un numero contenuto che conferma come la trasmissione interumana del virus rimanga — fortunatamente — difficile in assenza di contatti molto ravvicinati. Severi sarebbe stato tra gli ultimi a lasciare la nave, a dimostrazione del rigore professionale che lo contraddistingue.
La sorella: «Non è la prima volta, era già in Africa durante l’Ebola»
«Mio fratello è molto scrupoloso nel suo lavoro e non è certo la prima volta che partecipa a missioni come questa», racconta Cecilia Severi da Grosseto. «È stato anche in Africa durante un’epidemia di Ebola, per fare un esempio».
Il profilo di Severi incarna il modello di esperto europeo che le istituzioni sovranazionali come l’ECDC mettono in campo nelle emergenze sanitarie: competenza tecnica, spirito di servizio e capacità di operare in contesti di rischio elevato. Un patrimonio professionale che l’integrazione europea ha reso disponibile in modo coordinato.
Quaranta giorni in mare: da Ushuaia a Tenerife sotto quarantena
La traversata della MV Hondius ha coperto la rotta da Ushuaia a Tenerife nell’arco di quaranta giorni. Tra i passeggeri che hanno vissuto questa esperienza straordinaria c’è Emin Yogurtcuoglu, ornitologo turco, che ha documentato il viaggio attraverso una sorta di diario su Instagram.
«Grazie a Dio stiamo tutti bene», ha scritto Yogurtcuoglu. «Spero che supereremo la quarantena senza intoppi e che potremo rivedere presto familiari e amici». Al giorno 39, ha condiviso un video in cui un aereo della Protezione Civile spagnola sorvolava la nave, mentre al giorno 40 annunciava l’arrivo alle Canarie: «La nostra traversata oceanica è ufficialmente conclusa. A bordo non ci sono passeggeri malati. Non ci sono nuovi casi».
Lo spirito dei passeggeri: «Siamo molto di più di questo virus»
Yogurtcuoglu ha ricordato le parole dette ai compagni di viaggio fin dall’inizio della quarantena: «Prima di tutto, attraversiamo questo oceano sani e salvi». Un approccio pragmatico e solidale che ha contribuito a mantenere la coesione a bordo.
Anche Melike, un’altra passeggera citata dall’ornitologo turco, ha voluto lasciare un messaggio prima di sbarcare: «Siamo molto di più di questo virus». Yogurtcuoglu ha aggiunto: «Non abbiamo alcuna intenzione di mettere a repentaglio la salute di nessuno. Ho intrapreso questo viaggio per informare il mondo sulle specie in via di estinzione. Non date retta alla retorica allarmistica di notizie false».
Il caso della MV Hondius rappresenta un esempio di gestione sanitaria coordinata a livello internazionale: istituzioni europee, autorità spagnole e professionisti come Severi hanno operato in sinergia per contenere un potenziale focolaio, evitando che una situazione complessa degenerasse in crisi.

