Paola Severino: «L’Aquila modello di rinascita per tutta la pubblica amministrazione italiana»

La presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione inaugura il nuovo Polo territoriale dell’Aquila: formazione d’eccellenza, intelligenza artificiale e prevenzione al centro del progetto

L’Aquila, maggio 2025 — È dalla città simbolo del terremoto del 2009 che Paola Severino, presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna), lancia una sfida concreta alla dirigenza pubblica italiana: arrivare preparati alle emergenze, attraverso una formazione selettiva e orientata alle competenze. Ieri, alla presenza del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, è stato inaugurato il nuovo Polo territoriale dell’Aquila, primo tassello di una rete formativa distribuita sull’intero territorio nazionale.

Una scuola per lo Stato: selezione e competenze concrete

«Come nel mondo dell’impresa è fondamentale avere giovani ben preparati, così è altrettanto essenziale che chi rappresenta il vertice della pubblica amministrazione riceva una formazione adeguata», ha dichiarato Severino. Il compito della Sna è selezionare e formare coloro che costituiranno l’ossatura portante dello Stato.

Per raggiungere questo obiettivo, la Scuola ha introdotto un corso-concorso altamente selettivo, che include una prova di problem solving: non si cercano soltanto dirigenti con solide conoscenze teoriche, ma professionisti capaci di applicare competenze concrete in contesti complessi. Un modello che guarda all’École nationale d’administration francese, da sempre riferimento europeo per l’eccellenza amministrativa.

L’Aquila, da città fantasma a laboratorio d’eccellenza

La scelta dell’Aquila non è casuale. «Molti pensavano che dopo il sisma dovesse rimanere una città fantasma», ha ricordato Severino. «Invece è tornata a essere una città viva, grazie alla capacità del territorio di individuare strumenti tradizionali e innovativi per gestire una ricostruzione molto complessa».

Tra gli esempi virtuosi, la piattaforma digitale che consente ai cittadini di monitorare in tempo reale lo stato dei lavori di ricostruzione: un modello di trasparenza — definito dalla presidente «casa di vetro» — che la Sna intende condividere con le altre regioni italiane attraverso il nuovo Polo abruzzese.

L’inaugurazione coincide con il riconoscimento dell’Aquila come Capitale italiana della cultura 2026, un’occasione simbolica per far dialogare cultura e formazione, tradizione e innovazione in un progetto che guarda al futuro dell’amministrazione pubblica.

Intelligenza artificiale e prevenzione: la nuova frontiera della PA

Al centro del programma formativo vi è il ruolo crescente delle nuove tecnologie nella gestione delle emergenze e nella prevenzione dei rischi. «L’algoritmo, efficacemente guidato dall’uomo, può rappresentare un fattore di accelerazione della ricostruzione e di prevenzione di eventi dannosi», ha spiegato Severino.

L’intelligenza artificiale e i rilevatori satellitari potranno aiutare a identificare le aree a maggior rischio sismico o idrogeologico, orientando le politiche di messa in sicurezza del territorio. Tra i temi affrontati nel percorso formativo figurano anche gli appalti pubblici assistiti dall’IA e la cybersecurity.

«L’IA è una straordinaria opportunità, basta saperla utilizzare e darle le direttive giuste», ha precisato la presidente. «L’intelligenza umana — in questo caso dei dirigenti della PA — resta insostituibile».

Partenariato pubblico-privato e radicamento territoriale

Il Polo dell’Aquila opererà in stretta collaborazione con le istituzioni locali: Comune, Regione Abruzzo, Università, ma anche con la Struttura di missione per il coordinamento della ricostruzione post-sisma 2009 e con il commissario per il sisma 2016. Il punto di riferimento istituzionale rimane il Dipartimento della Funzione Pubblica.

Severino ha sottolineato l’importanza del partenariato pubblico-privato: le imprese del territorio potranno beneficiare degli strumenti formativi innovativi sviluppati dalla Sna, in un modello che integra le esigenze del settore pubblico con le dinamiche del mercato.

La sfida della prevenzione: prepararsi prima dell’emergenza

«Prevenire significa localizzare i siti a rischio e metterli in condizione di sicurezza», ha concluso Severino. La sicurezza totale non è raggiungibile, ma una formazione adeguata della dirigenza pubblica può fare la differenza nel limitare i danni quando l’emergenza si manifesta.

«Alle emergenze bisogna arrivare preparati, dopo aver fatto di tutto per prevenirle»: in questa frase si condensa la filosofia della Sna, una scuola che ambisce a diventare per l’Italia ciò che l’ENA ha rappresentato per la Francia — un presidio di competenza, rigore istituzionale e innovazione al servizio dei cittadini.

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