Riforma elettorale, Meloni accelera: oggi il vertice con Tajani, Salvini e Lupi per superare il Rosatellum

La premier convoca i leader del centrodestra a Palazzo Chigi per definire la strategia sulla nuova legge elettorale

Giorgia Meloni riunisce questo pomeriggio a Palazzo Chigi i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, per fare il punto sulla riforma elettorale. L’obiettivo dichiarato della presidente del Consiglio è chiudere l’iter parlamentare in tempi rapidi: approvazione alla Camera prima della pausa estiva, via libera del Senato già al rientro. Sul tavolo, la proposta di superare il Rosatellum con un nuovo sistema che riduca il rischio di un risultato di parità alle prossime elezioni politiche del 2027.

Il nodo del “pareggione”: perché Meloni vuole cambiare le regole del gioco

La preoccupazione centrale di Meloni non è tanto una vittoria del centrosinistra, quanto uno scenario di stallo elettorale. Con il Rosatellum, un risultato in parità aprirebbe la strada a governi di larghe intese, con il rischio concreto che la coalizione di centrodestra si disgreghi rapidamente sotto la pressione di accordi trasversali.

La premier, che ha sempre rivendicato di non aver mai partecipato a esecutivi di unità nazionale, considera questo scenario il vero pericolo da scongiurare. La nuova legge — battezzata «Stabilicum» dai sostenitori, «Melonellum» dai detrattori — mira a garantire governabilità attraverso un premio di maggioranza e un sistema di ballottaggio.

Le modifiche in cantiere: premio ridotto e preferenze per convincere alleati e opposizioni

Il testo della riforma è ancora in fase di revisione. Uno dei correttivi allo studio riguarda il ridimensionamento del premio di maggioranza: si parla di portarlo a 50 seggi alla Camera e 20 al Senato, rispetto agli attuali 70 e 35 previsti dalla bozza. Una riduzione che servirebbe a scongiurare un possibile pronunciamento negativo della Corte Costituzionale e a smorzare le resistenze di Forza Italia.

Tra le proposte destinate a fungere da segnale verso l’opposizione figura anche l’introduzione delle preferenze, uno strumento che però incontra la netta contrarietà di Salvini e Tajani. La questione sarà inevitabilmente affidata alla mediazione parlamentare.

Le criticità tecniche: dal Trentino-Alto Adige ai collegi uninominali

Non mancano i nodi tecnici. Il caso del Trentino-Alto Adige è emblematico: le norme a tutela delle minoranze linguistiche potrebbero creare un’anomalia nel meccanismo del ballottaggio, con il rischio di escludere di fatto alcune aree dalla tornata di voto. Un problema che richiede soluzioni specifiche prima che il testo approdi in aula.

La Lega, inoltre, esprime preoccupazione per l’eliminazione dei collegi uninominali, che penalizzerebbe il partito nelle regioni settentrionali dove è tradizionalmente più radicato, senza meccanismi compensativi adeguati. Anche l’indicazione del candidato premier sul programma elettorale — voluta da Meloni come elemento di trasparenza democratica — risulta indigesta agli alleati che non guidano la coalizione.

Il dialogo con l’opposizione: Meloni cerca Schlein

La premier intende avviare un contatto diretto con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein già nei prossimi giorni. L’obiettivo non è ottenere i voti dell’opposizione sulla riforma, ma evitare un ostruzionismo sistematico che allungherebbe i tempi oltre le scadenze che Meloni si è data.

L’introduzione dell’obbligo di indicare il candidato premier sul simbolo elettorale potrebbe rivelarsi, secondo i calcoli di Palazzo Chigi, uno strumento divisivo per il centrosinistra, che non ha ancora sciolto la riserva sul proprio candidato alla guida del governo per il 2027.

La campagna elettorale è già cominciata

Sul fronte della comunicazione politica, Meloni ha già cambiato marcia: due conferenze stampa consecutive in pochi giorni segnalano un’accelerazione che i cronisti parlamentari definiscono insolita. Mercoledì al Senato è in programma il «premier time», il question time con la presidente del Consiglio, che si preannuncia particolarmente vivace: «Ci sarà da divertirsi», assicurano i suoi collaboratori. Dall’opposizione arriva la risposta: «Portare i popcorn».

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