Visita istituzionale a Baggiovara: il Capo dello Stato e la premier incontrano le vittime dell’investimento di Modena
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno visitato domenica i feriti ricoverati all’ospedale civile di Baggiovara, a Modena, travolti sabato pomeriggio dall’auto condotta da Salim El Koudri, trentunenne italiano di origini marocchine. Meloni ha annullato un incontro bilaterale a Cipro per rientrare immediatamente in Italia.
Ad accogliere le due massime cariche istituzionali, una piccola folla ha tributato applausi discreti all’ingresso dell’ospedale. Presenti anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale e il sindaco di Modena Massimo Mezzetti.
Il tributo al personale sanitario e all’eroe civile
«Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica, ma anche abitualmente», ha dichiarato Mattarella rivolgendosi a medici e infermieri, sottolineando come il loro lavoro sia seguito «con attenzione e riconoscenza da tutti i nostri concittadini». Dopo circa venti minuti a Baggiovara, il Capo dello Stato e la premier si sono trasferiti all’ospedale Maggiore di Bologna, dove sono ricoverati altri due feriti gravi — marito e moglie — con la donna in condizioni critiche.
Nei corridoi dell’ospedale era presente anche Luca Signorelli, il 46enne che ha disarmato El Koudri e lo ha immobilizzato con l’aiuto di un padre e un figlio di origine egiziana e di un altro passante di origine pakistana. «Ho fatto vedere che l’Italia non è morta, c’è ancora», ha dichiarato Signorelli, visibilmente scosso. Mattarella lo ha elogiato per il «gesto eroico», mentre Meloni ha pubblicato sui social la foto di un abbraccio con l’uomo.
La risposta della comunità: cinquemila cittadini in piazza
Nel pomeriggio, 5.000 cittadini si sono riuniti in piazza Grande a Modena in segno di solidarietà. «Le paure si combattono se stiamo insieme», ha dichiarato il sindaco Mezzetti. De Pascale ha definito la visita presidenziale «preziosa», capace di riconoscere il valore di un sistema sanitario che ha dato «prova straordinaria di sé», dal personale del 118 ai chirurghi.
Anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein — eletta nel collegio modenese — e il presidente Pd Stefano Bonaccini sono arrivati in città nel pomeriggio per incontrare le autorità locali, scegliendo di non rilasciare dichiarazioni pubbliche.
Il dibattito politico si incrina: Tajani contro Salvini
Mentre le istituzioni mostravano unità, il fronte politico si è rapidamente spaccato. Il leader della Lega Matteo Salvini ha cavalcato l’episodio per rilanciare le sue posizioni su immigrazione e cittadinanza, annunciando la richiesta di un dibattito al Parlamento europeo di Strasburgo: «Se commetti un reato grave, un Paese serio ti revoca il permesso di soggiorno, la cittadinanza e ti espelle immediatamente».
Una linea nettamente respinta dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha preferito sottolineare il coraggio civile di Signorelli: «Lo Stato gli sia riconoscente». Tajani ha inoltre ricordato un dato cruciale: El Koudri «non aveva un permesso di soggiorno: era cittadino italiano», rendendo di fatto irrilevante il dibattito sui rimpatri.
Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha frenato le speculazioni sulla matrice terroristica, chiarendo che il caso di Modena «non ha nulla a che vedere con il tema dei rimpatri o della remigrazione». Una posizione che lo allontana ulteriormente dal suo ex superiore Salvini, nonostante il passato da capo di gabinetto al Viminale.
Il nodo della cittadinanza
Il caso di Modena riaccende il dibattito sulle politiche di integrazione in Italia. El Koudri era cittadino italiano a tutti gli effetti: un elemento che rende le proposte leghiste sulla revoca della cittadinanza giuridicamente e politicamente controverse, oltre che difficilmente applicabili al caso specifico. La frattura all’interno della maggioranza di centrodestra appare significativa e destinata a non ricomporsi facilmente.

