Crosetto e Vautrin a Villa Madama: asse italo-francese sulla crisi iraniana
La crisi dello Stretto di Hormuz, la sicurezza dei traffici marittimi e il sostegno all’Ucraina sono al centro di un incontro bilaterale in corso a Roma tra il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto e la sua omologa francese Catherine Vautrin. Il colloquio si tiene a Villa Madama e anticipa di circa un mese il vertice italo-francese di Cannes, previsto per fine giugno, nonché il prossimo G7.
Sul tavolo, in particolare, il coordinamento tra Roma e Parigi in vista di una possibile missione navale internazionale per la protezione delle rotte commerciali nello Stretto di Hormuz, dove le milizie dei Pasdaran iraniani hanno disseminato mine navali, mettendo a rischio la libertà di navigazione in uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo.
Due dragamine italiani pronti a muoversi verso Gibuti
L’Italia ha già individuato due dragamine da mettere a disposizione dell’operazione. Le unità potrebbero essere dispiegate in una prima fase verso Gibuti, avvicinandosi così all’area di intervento nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso.
La partecipazione italiana resta tuttavia subordinata a precise condizioni: la tenuta della tregua tra Stati Uniti, Israele e Iran, la costruzione di un solido quadro multilaterale che garantisca copertura giuridica e politica alla missione, e adeguate garanzie di sicurezza per i Paesi aderenti. Roma non intende agire in modo unilaterale né al di fuori di un contesto istituzionale condiviso.
La notizia arriva a due giorni dalla partenza della portaerei Charles de Gaulle, nave ammiraglia della Marina nazionale francese, diretta nel Golfo di Aden: un segnale concreto dell’impegno di Parigi nella regione.
Sul tavolo anche il prestito europeo Safe da 14,9 miliardi
Il colloquio Crosetto-Vautrin non si è limitato al dossier Hormuz. Tra i temi affrontati figura anche il Safe, lo strumento europeo di finanziamento della difesa che mette a disposizione dell’Italia un prestito fino a 14,9 miliardi di euro, accessibile entro il 31 maggio.
L’asse Roma-Parigi si consolida dunque su più fronti: dalla gestione delle crisi regionali al rafforzamento della base industriale della difesa europea, in linea con gli impegni assunti nell’ambito della cooperazione strutturata permanente dell’Unione Europea.

