Adesione dell’Ucraina all’UE: un fronte trasversale frena, mentre PD, Italia Viva e Azione dicono sì

Adesione dell’Ucraina all’UE: un fronte trasversale frena, mentre PD, Italia Viva e Azione dicono sì

L’ipotesi di ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea sta ridisegnando gli equilibri politici italiani, creando fratture interne tanto alla maggioranza quanto all’opposizione. Se il sostegno agli aiuti militari a Kiev ha finora trovato ampio consenso trasversale, la prospettiva dell’adesione europea di Kyiv divide profondamente il panorama parlamentare.

La maggioranza: Salvini contrario, FdI e FI più cauti

Matteo Salvini è stato il primo a tracciare una linea netta: «La Lega è assolutamente contraria ad ogni ipotesi di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea». Il leader del Carroccio ha motivato la sua posizione richiamando la mancanza dei requisiti necessari e i potenziali «danni economici e sociali di enormi proporzioni» che l’ingresso di Kyiv comporterebbe per l’UE.

Una posizione che ha trovato il muro degli alleati di governo, ma che ha comunque indotto Fratelli d’Italia e Forza Italia a sfumare le proprie posizioni. Giovanni Donzelli di FdI ha avvertito che un ingresso dell’Ucraina «in questo momento, non in una condizione di raggiunta pace con la Russia, vorrebbe dire estendere la guerra a tutta l’Europa». Antonio Tajani di Forza Italia si è dichiarato favorevole «in linea di principio», ma ha posto l’accento sui tempi e sulla priorità da assegnare ai Balcani occidentali: «I tempi sono maturi per l’adesione di Montenegro e Albania, che è una priorità per la stabilità della regione».

Palazzo Chigi evita posizioni ufficiali, ma filtrano preoccupazioni concrete sugli effetti che l’ingresso ucraino avrebbe sulla distribuzione dei fondi di coesione e della Politica Agricola Comune.

Il fronte critico: da Conte a Bonelli, le riserve dell’opposizione

Le perplessità non appartengono soltanto alla destra. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ha ribadito al Messaggero che «l’Ucraina è un Paese che richiede un complesso adeguamento della legislazione», citando i dati della Freedom House sul basso livello democratico e quelli di Transparency International sull’elevata corruzione.

Conte ha inoltre sollevato il rischio di destabilizzare i Paesi balcanici, che attendono l’adesione da anni: «Creando un corridoio privilegiato per Kyiv, andremmo a destabilizzare i Balcani occidentali».

Una posizione più sfumata arriva da Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che non si schiera apertamente né per né contro, ma sottolinea che «qualunque adesione di altri Paesi all’Europa deve rispettare i valori della pace e fermare il riarmo».

Chi dice sì: PD, Italia Viva e Azione a favore dell’integrazione europea

A sostenere con convinzione l’ingresso dell’Ucraina nell’UE sono Partito Democratico, Italia Viva e Azione. La segretaria dem Elly Schlein ha dichiarato ad Accordi e Disaccordi: «Noi siamo favorevoli all’ingresso dell’Ucraina, dell’Albania e di tutti i Paesi candidati nell’Unione Europea».

Schlein ha riconosciuto che il percorso richiede riforme, il rispetto delle regole europee e una «pace giusta con adeguate garanzie di sicurezza», ma ha avvertito che questi requisiti «non possono diventare un alibi per frenare il processo di integrazione». La leader del PD ha poi attaccato le forze di destra, accusandole di usare le condizioni poste come pretesto per bloccare l’avanzata europea di Kyiv.

Una questione di principi europei

Il dibattito sull’adesione ucraina tocca nodi fondamentali per il futuro dell’integrazione europea: la coerenza con i valori democratici e lo stato di diritto che l’UE esige dai candidati, la sostenibilità economica dell’allargamento e la necessità di non sacrificare la stabilità dei Balcani occidentali sull’altare di scelte geopolitiche contingenti.

In un momento in cui l’Europa è chiamata a dimostrare solidità istituzionale e visione strategica, il dibattito italiano riflette tensioni più ampie che attraversano l’intero continente.

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