Traforo del Tenda: il dietrofront di Rixi condanna il valico al senso unico. Ecco perché

Il viceministro Rixi propone di rinunciare alla seconda galleria, ma gli esperti avvertono: senza di essa il tunnel resterà sempre a senso unico

Una svolta inattesa e, secondo molti tecnici, insostenibile. Il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi ha proposto domenica di destinare la nuova galleria del Tenda ai veicoli, rinunciando al rifacimento della seconda canna e riconvertendo il tunnel storico alla mobilità ciclabile e al soccorso di emergenza. Una proposta che arriva a soli sei settimane dall’apertura prevista dell’opera, nell’estate del 2025, e che ribalta le rassicurazioni date dallo stesso Rixi appena un mese e mezzo fa.

Il nodo finanziario dietro la retromarcia del governo

La ragione del sorprendente cambio di rotta sarebbe essenzialmente economica. Dopo aver già speso 210 milioni di euro per il primo tunnel, la seconda galleria ne richiederebbe altri 140. Secondo quanto accertato dalla Corte dei Conti, rispetto alle risorse disponibili mancano ancora 48,3 milioni, di cui 9,9 a carico dell’Italia e 38,4 della Francia.

Il costo complessivo dell’opera raggiungerebbe così i 347,2 milioni di euro, quasi tre volte i 117,5 milioni inizialmente previsti nel contratto assegnato nel 2012 a Grandi Lavori Fincosit di Roma. Un’escalation di costi alimentata da anni di ritardi, frane, imprevisti, infiltrazioni, un’inchiesta della Procura, il sequestro del cantiere e l’estromissione dell’impresa per gravi inadempienze.

Ambientalisti: «Ve l’avevamo detto»

La proposta di Rixi ha trovato il favore delle associazioni ambientaliste locali. I presidenti di Pro Natura e Legambiente Cuneo, Domenico Sanino e Bruno Piacenza, avevano già da tempo sostenuto una soluzione analoga in una lettera indirizzata alla Regione, ad Anas, alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dei Trasporti.

«Chiedevamo un progetto diverso — dichiarano Sanino e Piacenza —. C’era tutto il tempo per farlo». Tra le motivazioni avanzate: i costi più contenuti rispetto alla doppia canna, il divieto vigente dal 2017 per i mezzi pesanti oltre le 19 tonnellate sulla strada della valle Roya, e il valore storico-culturale del tunnel originario, primo traforo stradale attraverso le Alpi, realizzato nel 1882.

«Dopo dodici anni di lavori — concludono i due presidenti — si è tornati alla situazione di partenza, con l’apertura a senso alternato».

Il Politecnico di Torino: il doppio senso è possibile solo «in modalità cantiere»

Il viceministro Rixi si è appellato a uno studio del Politecnico di Torino per sostenere la fattibilità del doppio senso di marcia nell’attuale galleria. Ma l’ingegnere Giuseppe Ferro, firmatario del documento, ha precisato pubblicamente che tale modalità è consentita dalle norme internazionali solo «in un periodo transitorio, durante i lavori alla seconda canna».

Con una larghezza di soli 6,50 metri, il tunnel non soddisfa gli standard per il transito bidirezionale permanente. «Se la seconda galleria non si farà — ha ribadito Ferro — l’attuale sarà sempre a senso unico».

Scenari futuri: rischio isolamento tra Cuneese, Liguria e Costa Azzurra

Nell’ipotesi, ritenuta remota, di una deroga alle norme internazionali, sarebbe necessario rifare l’impianto di ventilazione — progettato per una sola colonna di veicoli — con un investimento stimato tra i 50 e i 60 milioni di euro e una chiusura del valico di 15-20 mesi.

Questa interruzione potrebbe sovrapporsi alla prevista chiusura della linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia tra il 2028 e il 2030, configurando un rischio concreto di isolamento totale per l’area cuneese, la Liguria e la Costa Azzurra.

Il dossier Tenda al vertice Macron-Meloni

La questione sarà verosimilmente sul tavolo del vertice franco-italiano di Cannes del 25 e 26 giugno, e della Conferenza intergovernativa in programma il 2 luglio a Parigi. Resta da verificare la posizione del ministro dei Trasporti francese, Tabarot, che ha definito il secondo tunnel «indispensabile per la sicurezza degli utenti», richiamando l’accordo internazionale del 2007 sul Tenda bis.

Quell’accordo, sottoscritto da Italia e Francia, prevede esplicitamente due gallerie identiche e monodirezionali. Il termine «bis», in questo contesto, non lascia spazio ad ambiguità: significa due tunnel, non uno solo.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *