Edi Rama: «L’Europa si doti di uno scudo contro gli algoritmi». Intanto Tirana stringe sulla criminalità organizzata

Il premier albanese difende il progetto costiero legato a Kushner e accusa la disinformazione online di alimentare le proteste. La corte anticorruzione emette una dozzina di mandati di arresto per traffico di droga e riciclaggio

Il primo ministro albanese Edi Rama ha risposto alle crescenti proteste contro un controverso progetto di sviluppo costiero — collegato a Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump — sostenendo che «l’indignazione si diffonde molto più rapidamente delle prove» e che una parte rilevante della mobilitazione è alimentata dalla disinformazione digitale.

Il progetto riguarda un’isola abbandonata e un tratto di litorale sulla costa meridionale dell’Albania. Secondo il governo di Tirana, l’iniziativa è destinata a riposizionare il Paese nel segmento del turismo di lusso e ad accelerare il percorso verso l’adesione all’Unione europea.

Migliaia in piazza con i fenicotteri di cartone

Nelle ultime settimane migliaia di manifestanti sono scesi in strada, fischietto in mano e reggendo sagome di fenicotteri di cartone — simbolo degli uccelli migratori protetti il cui habitat potrebbe essere minacciato dal previsto resort di lusso.

Le proteste hanno assunto una connotazione sempre più politica: alle richieste ambientali si sono aggiunte rivendicazioni esplicite, tra cui le dimissioni di Rama e lo svolgimento di elezioni anticipate.

Il premier ha promesso di non «fare marcia indietro» sul progetto, ha difeso il bilancio ambientale del suo governo e ha accusato attivisti informatici malintenzionati all’estero — con un riferimento esplicito all’Iran — di orchestrare parte della campagna contro l’esecutivo.

Il monito sugli algoritmi e la democrazia

In un intervento destinato a risuonare ben oltre i confini albanesi, Rama ha lanciato un appello alle istituzioni europee affinché si dotino di «uno scudo per l’era degli algoritmi», denunciando i meccanismi che premiano la rabbia a scapito della verità.

«Gli algoritmi premiano la rabbia molto più generosamente della verità. Le folle digitali possono diventare più influenti delle istituzioni democratiche. Intere realtà possono essere costruite prima che i fatti abbiano il tempo di emergere», ha dichiarato il premier.

Rama ha descritto una spirale informativa in cui «le affermazioni diventano titoli, i titoli diventano verità, le verità diventano dogmi», avvertendo che chiunque chieda prove rischia di essere trattato come un sospetto. «Non è più un fenomeno albanese. È un fenomeno europeo», ha concluso.

I funzionari dell’Unione europea hanno dichiarato di monitorare il progetto costiero per verificarne la conformità ai criteri del processo di adesione albanese.

Stretta anticorruzione: sequestri per 150 milioni di euro

Sul fronte della legalità, la corte speciale anticorruzione dell’Albania ha emesso una dozzina di mandati di arresto nei confronti di presunti membri di una rete internazionale dedita al traffico di droga e al riciclaggio di denaro. È la seconda operazione analoga nel giro di pochi giorni.

Secondo l’ufficio del procuratore speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata (Spak), i proventi del traffico di cocaina sarebbero stati riciclati attraverso investimenti nel settore immobiliare, nell’edilizia, nell’hotellerie e nella ristorazione, nonché tramite società di consulenza.

I beni sequestrati nell’ambito dell’operazione sono stimati in circa 150 milioni di euro. Una persona è stata arrestata, mentre altre sette risultano latitanti all’estero.

Da quando ha avviato il percorso di adesione all’Ue, l’Albania ha istituito diversi strumenti antimafia, tra cui lo stesso Spak, incaricato di perseguire corruzione e criminalità organizzata ai più alti livelli. Il Paese, tuttavia, continua a figurare tra quelli più esposti al crimine organizzato a livello internazionale.

«L’allargamento non è carità, è strategia»

Rama ha definito l’allargamento dell’Ue «una necessità strategica», citando l’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl come modello di statista capace di anteporre la visione politica alle difficoltà amministrative.

«Kohl non si chiese se la riunificazione fosse amministrativamente perfetta. Si chiese se il mantenimento della divisione fosse ancora accettabile dal punto di vista strategico. È una domanda profondamente diversa. E forse è la domanda che l’Europa dovrebbe porsi oggi», ha affermato il premier.

«L’allargamento non è carità. È strategia. Ed è il coraggio di difendere la democrazia non solo da chi la attacca dall’esterno, ma anche dalla lenta corrosione che può indebolirla dall’interno. L’Albania è pronta a riformare, a innovare, a contribuire e ad assumersi la sua parte di responsabilità», ha concluso Rama.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *