I deputati di Futuro Nazionale disertano l’anniversario della Costituente per protestare contro la Rai

I deputati di Futuro Nazionale disertano l’anniversario della Costituente per protestare contro la Rai

Mentre l’Aula di Montecitorio riuniva le più alte cariche dello Stato per celebrare gli ottant’anni dalla prima seduta dell’Assemblea Costituente, una delegazione di deputati di Futuro Nazionale — il movimento che fa capo al generale Roberto Vannacci — ha scelto di abbandonare la cerimonia istituzionale per partecipare a un flash mob di protesta davanti agli uffici della Rai, in via Cristoforo Colombo a Roma.

La scelta ha suscitato immediate polemiche: disertare una ricorrenza fondante della democrazia repubblicana per un’iniziativa di piazza rappresenta, secondo molti osservatori, un segnale politico difficilmente fraintendibile.

La protesta contro la Rai e le accuse di censura

Tra i presenti al flash mob figuravano Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, due dei parlamentari più vicini a Vannacci. Nonostante il caldo — circa 35 gradi — i promotori hanno rivendicato la partecipazione di circa 200 persone alle 11 di mattina.

«Abbiamo denunciato la censura della Rai e la mancanza di pluralismo dell’informazione pubblica nel giorno in cui a Montecitorio si celebra l’anniversario della Costituente», ha dichiarato Sasso in una nota ufficiale.

Il deputato ha parlato esplicitamente di un “bavaglio” imposto al generale Vannacci e al suo movimento, indicando nel governo Meloni il «principale responsabile» di un trattamento ritenuto penalizzante. Futuro Nazionale rivendica 112.000 iscritti, 8 deputati e centinaia di amministratori locali.

Una strategia identitaria in costruzione

L’episodio non è isolato. Da mesi Futuro Nazionale lavora alla definizione di una propria identità politica autonoma, distinta tanto dal centrosinistra quanto da una parte dello stesso centrodestra, che Vannacci ha più volte definito «annacquato» e privo di carattere.

In questa strategia, la critica ai media pubblici e all’informazione tradizionale occupa un ruolo centrale, funzionando da collante identitario per un elettorato che si percepisce escluso dal dibattito mainstream.

Resta tuttavia una contraddizione difficile da ignorare: scegliere di absentarsi dalla celebrazione della Costituente — il momento fondativo delle istituzioni democratiche italiane — per protestare contro la presunta mancanza di pluralismo nell’emittente pubblica appare, agli occhi di molti, una priorità quanto meno discutibile.

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