Un processo ancora in evoluzione
La Liguria si avvicina a una tappa cruciale nella gestione del proprio ciclo dei rifiuti. Scade infatti l’avviso dell’Agenzia regionale dei rifiuti (Arlir) relativo alla realizzazione di un nuovo termovalorizzatore sul territorio regionale. Non si tratta ancora del bando di gara vero e proprio, ma le proposte pervenute forniranno indicazioni concrete su un quadro che rimane, al momento, tutt’altro che definito. La scadenza era stata già posticipata dal 30 giugno a oggi, segno di una situazione che richiede ulteriore maturazione tecnica e politica.
I sette gruppi candidati
Tutti i soggetti, a eccezione di Amiu, avevano già manifestato il proprio interesse nella fase preliminare promossa da Arlir.
Le aree ipotizzate: Val Bormida e non solo
Le localizzazioni emerse finora si concentrano prevalentemente in Val Bormida. Due proposte punterebbero sull’ex area Acna di Cengio, sito industriale dismesso con una storia ambientale complessa ma dotato di infrastrutture preesistenti. Altre due si orienterebbero verso Cairo Montenotte: la zona della Marcella a Ferrania e l’area dell’Italiana Coke.
La questione genovese rimane invece irrisolta. La partecipazione di Amiu suggerisce che il capoluogo non intenda restare ai margini di una decisione che lo riguarda direttamente: Genova produce circa il 60% dei rifiuti dell’intera Liguria, come ha sottolineato la stessa sindaca. Eppure, la medesima amministrazione ha dichiarato che non esisterebbero aree disponibili nel territorio comunale. Dopo la bocciatura del sito di Scarpino per problemi idrogeologici e le resistenze suscitate dall’ipotesi delle ex aree Colisa in Valpolcevera, la posizione di Genova appare contraddittoria e politicamente difficile da sostenere nel lungo periodo.
Il calendario: la gara in autunno, l’assegnazione entro fine anno
Il percorso procedurale prevede che, una volta individuato tecnicamente il progetto più idoneo tra quelli pervenuti, si proceda in autunno con la gara vera e propria, strutturata sulla base di quella tipologia progettuale. L’obiettivo dichiarato è giungere all’assegnazione entro la fine del 2025.
Un calendario ambizioso, che presuppone una convergenza tecnica, amministrativa e politica non ancora raggiunta.
Le opposizioni sul territorio
Il Coordinamento per il No non intende restare a guardare. I comitati contrari all’impianto, attivi su entrambi i versanti della Val Bormida — ligure e piemontese — hanno ribadito la propria opposizione con argomenti che vanno oltre la semplice protesta localistica.
Il confronto tra esigenze infrastrutturali, equilibri politici e diritti delle comunità locali è appena cominciato. Le proposte pervenute all’Arlir offriranno il primo elemento concreto su cui costruire — o contestare — le decisioni che verranno.

