Comey incriminato per il post sulle conchiglie: il Dipartimento di Giustizia accelera contro i “nemici” di Trump

L’ex direttore dell’FBI James Comey è stato incriminato da un gran giurì federale della Carolina del Nord per un post pubblicato sui social nel 2025, nel quale apparivano delle conchiglie disposte a formare la scritta “86 47”. Il numero 47 identifica Trump come quarantasettesimo presidente; il numero 86, nel gergo americano, può significare “eliminare” o, in senso più estremo, uccidere qualcuno.

È la seconda volta che il Dipartimento di Giustizia (DoJ) avvia un procedimento penale contro Comey, già licenziato da Trump nel 2018. L’incriminazione segna una nuova fase nella strategia giudiziaria dell’amministrazione nei confronti dei suoi avversari politici.

I capi di accusa

I capi di imputazione sono due. Il primo riguarda il contenuto del messaggio: l’accostamento tra “86” e “47” sarebbe interpretabile come un’istigazione all’assassinio del presidente. Il secondo capo di accusa attiene alla diffusione del messaggio oltre i confini della Carolina del Nord.

Comey ha respinto le accuse, spiegando su Instagram di aver semplicemente fotografato una composizione di conchiglie che aveva trovato sulla spiaggia, senza averla creata lui stesso. Gli esperti legali, tuttavia, sottolineano che sarà difficile per il DoJ costruire un caso solido basandosi esclusivamente su un post sui social media.

La reazione di Trump Jr. e il mandato di comparizione

Dopo la pubblicazione del post, Donald Trump Jr. aveva immediatamente attaccato l’ex direttore dell’FBI sui social: «James Comey ha appena casualmente chiesto che mio padre venga assassinato», scrisse. È stato emesso un mandato di comparizione, ma non è ancora stata fissata la data dell’udienza.

Il precedente: il caso Russiagate

Comey era stato nominato direttore dell’FBI dal presidente Obama e licenziato da Trump nel 2018, in seguito all’indagine avviata dal Bureau sulle presunte interferenze russe nella campagna presidenziale del 2016.

In settembre, il DoJ aveva già incriminato Comey per due capi di accusa, sostenendo che avesse mentito al Congresso durante un’audizione nel 2020 sul Russiagate. Quell’incriminazione era stata tuttavia annullata da un giudice, che aveva dichiarato illegale la nomina della procuratrice federale Lindsey Halligan. A seguito di tale decisione, il DoJ aveva rinunciato a ripresentare il caso al gran giurì.

L’accelerazione di Blanche: nel mirino anche Clapper e Brennan

Il caso Comey si inserisce in una strategia più ampia guidata da Todd Blanche, Attorney General ad interim, subentrato a Pam Bondi dopo che Trump l’aveva giudicata troppo cauta nell’attuare il piano di “retribution” promesso in campagna elettorale. Blanche, già avvocato difensore di Trump in due dei quattro procedimenti penali affrontati fino al 2024, ha impresso un approccio decisamente più aggressivo.

Secondo quanto riportato dal Washington Post, l’indagine su Comey fa parte di un piano più ampio che punta a esaminare il comportamento di diversi alti funzionari dell’era Obama, tra cui James Clapper, ex direttore dell’intelligence nazionale, e John Brennan, ex direttore della CIA, entrambi coinvolti nelle indagini sui presunti legami tra Trump e la Russia.

L’intera vicenda solleva interrogativi profondi sullo stato di diritto e sull’indipendenza della magistratura negli Stati Uniti: l’uso della macchina giudiziaria come strumento di regolamento di conti politici è una deriva che le democrazie liberali non possono permettersi di sottovalutare.

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