Meloni a Cap d’Antibes: “L’Italia non ha partecipato agli attacchi contro l’Iran”. Con Macron intesa su Libano e futuro dell’Europa

Il vertice italo-francese rilancia l’asse Roma-Parigi su sicurezza, economia e integrazione europea

Cap d’Antibes, Costa Azzurra. Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron hanno tenuto il 36° vertice intergovernativo italo-francese a Villa Eilenroc, ribadendo la solidità di un’alleanza strategica tra due delle principali democrazie dell’Unione Europea. L’incontro — il primo dall’entrata in vigore del Trattato del Quirinale nel 2021 — ha prodotto sette accordi bilaterali e una dichiarazione congiunta su Libano, difesa europea e relazioni economiche.

Meloni smentisce Teheran: “Nessuna partecipazione al conflitto”

Al centro della conferenza stampa congiunta, la presidente del Consiglio ha risposto con fermezza alle accuse mosse nella mattinata dall’Iran, che aveva indicato l’Italia come corresponsabile delle operazioni militari condotte nel paese mediorientale.

«Noi non abbiamo partecipato al conflitto in Iran», ha dichiarato Meloni. «Abbiamo rispettato i nostri impegni cedendo le basi per attività non cinetiche, di natura logistica e tecnica. Quando si sono prospettate richieste che esulassero da quel perimetro, non abbiamo concesso l’autorizzazione, come è ampiamente noto».

La premier ha inoltre precisato che «il governo ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato in Parlamento», escludendo qualsiasi condotta opaca o non trasparente rispetto agli impegni assunti nelle sedi istituzionali.

Il caso Rutte e la “semplicistica ricostruzione” della Nato

Meloni ha poi affrontato le dichiarazioni del Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, che nelle ore precedenti aveva generato tensioni diplomatiche parlando delle basi militari italiane utilizzate nell’operazione Epic Fury.

«Il Segretario Generale, nella sua entusiastica ricostruzione, ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati», ha detto la premier, definendo quella di Rutte una «semplicistica ricostruzione» e aggiungendo che «si deve essere prudenti quando si parla di queste materie».

Sul fronte diplomatico con Teheran, Meloni ha riferito che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio con il suo omologo iraniano: «Mi pare che anche da parte iraniana si sia compreso che c’è stata un’incomprensione».

Libano: Roma e Parigi lanciano una coalizione post-Unifil

Con il mandato della missione Unifil in scadenza a dicembre e gli Stati Uniti pronti a ridurre il proprio impegno, Italia e Francia si candidano a guidare una nuova iniziativa multilaterale per la stabilizzazione del Paese dei Cedri.

«Insieme al presidente Meloni vogliamo lanciare una coalizione su un meccanismo post-Unifil», ha annunciato Macron, «in collaborazione con l’Unione Europea e le Nazioni Unite, per rafforzare la sovranità in Libano ed evitare una nuova escalation regionale».

Meloni ha confermato l’intenzione di convocare a breve «una conferenza internazionale» sul dossier libanese, sottolineando che «Italia e Francia possono fare la differenza».

Relazioni economiche: interscambio oltre i 112 miliardi

Il vertice ha offerto anche l’occasione per consolidare i legami economici tra i due paesi. Nel 2024, l’interscambio commerciale bilaterale ha superato i 112 miliardi di euro, con un incremento del 6,1% rispetto all’anno precedente. La Francia si conferma il primo investitore estero in Italia.

A Cap d’Antibes e nella vicina Le Cannet, sede del Business Forum Italia-Francia, erano presenti nove ministri per ciascuna delegazione. Sono stati firmati sette accordi bilaterali nei settori della difesa, dell’energia, delle infrastrutture e dello spazio.

Il rilancio dell’asse Roma-Parigi in un’Europa che deve camminare sulle proprie gambe

Il vertice si è svolto in un contesto geopolitico in rapida evoluzione, con Washington che esercita crescenti pressioni sull’Europa e mette in discussione alcuni dei propri impegni multilaterali. In questo scenario, la cooperazione franco-italiana assume un valore strategico che va ben oltre i rapporti bilaterali.

«Senza Italia e Francia, l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono», ha affermato Meloni. «Siamo due grandi nazioni con interessi convergenti».

Macron ha chiuso la giornata con un post su X: «Italia e Francia progrediscono — sia a livello bilaterale che in ambito europeo — quando costruiscono insieme». Un messaggio che riflette la necessità, oggi più che mai avvertita, di un’Europa coesa, capace di esercitare autonomia e responsabilità sulla scena internazionale.

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