Vertice di Antibes: Meloni e Macron a confronto su difesa europea e rapporti con Washington

Il primo summit italo-francese del Trattato del Quirinale

Ad Antibes, sulla Costa Azzurra, Giorgia Meloni e Emmanuel Macron si incontrano giovedì per il primo vertice intergovernativo italo-francese dalla firma del Trattato del Quirinale nel 2021. Al centro del confronto: difesa, spazio, energia e infrastrutture, in un momento di profonda ridefinizione degli equilibri geopolitici globali.

Il summit segue di pochi giorni il G7 di Evian e si inserisce in una fitta agenda diplomatica europea che ha visto le due leader riunite mercoledì a Berlino, nel formato E5, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz, al premier britannico Keir Starmer e al premier polacco Donald Tusk.

Difesa europea e rapporto con la NATO: il nodo centrale

Il dossier sicurezza domina il dibattito tra i grandi d’Europa. «L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e sicurezza», ha dichiarato Meloni al termine degli incontri berlinesi, ribadendo l’impegno italiano a rafforzare il pilastro europeo dell’Alleanza atlantica.

Macron ha fatto eco alle parole della premier italiana: «I colloqui di oggi hanno mostrato che siamo molto uniti. Noi europei abbiamo aumentato il nostro budget per la difesa e vogliamo aumentare la nostra capacità di deterrenza». Il vertice NATO di Ankara, in programma il 7 e 8 luglio, rappresenterà il prossimo banco di prova.

Resta aperta, tuttavia, la questione ucraina. Meloni non ha mai condiviso pienamente la posizione di Macron sull’eventuale presenza militare europea nel Paese in guerra, e l’Italia si è tenuta fuori da tale ipotesi anche in sede di G7.

Una relazione bilaterale tra intese e frizioni

Il Trattato del Quirinale, siglato da Macron e dall’allora premier Mario Draghi, puntava a strutturare la cooperazione franco-italiana attraverso consultazioni regolari e un’agenda condivisa. Roma lo definisce strumento per «approfondire e consolidare una serie di cooperazioni di lunga data, spina dorsale di un solido rapporto».

Eppure, dall’insediamento di Meloni a Palazzo Chigi nel settembre 2022, le tensioni non sono mancate. Lo scontro più visibile si è consumato attorno alle conclusioni del G7 in Puglia, quando l’Italia si oppose all’inserimento di un paragrafo sull’aborto nel documento finale.

Divergenze significative sono emerse anche in materia di immigrazione: la linea italiana sui centri di rimpatrio al di fuori dell’Unione Europea ha ottenuto ampio consenso in Europa, ma ha incontrato la resistenza di Parigi. L’iperattivismo diplomatico di Macron — che ha spesso privilegiato Berlino e Londra come interlocutori — ha alimentato ulteriori attriti con Roma.

La posizione indebolita di Meloni sul fronte atlantico

La premier italiana arriva ad Antibes in una fase non priva di difficoltà sul piano internazionale. Di fronte alle richieste di Washington di aumentare le spese per la difesa e alla scelta europea di procedere al riarmo, Roma ha mostrato esitazione, vincolata da margini di bilancio limitati.

L’Italia ha tardato sia nell’incremento delle spese militari sia nell’utilizzo dei quasi 15 miliardi di euro di fondi SAFE messi a disposizione dall’Unione Europea. La decisione, presa due mesi fa, di negare le basi italiane per eventuali operazioni contro l’Iran ha poi aperto una frattura con l’amministrazione Trump, sfociata in scambi pubblici tutt’altro che diplomatici.

Paradossalmente, la risposta ferma di Meloni alle pressioni di Trump le ha guadagnato un consenso personale inatteso: circa un milione di nuovi follower sui social network e, secondo un sondaggio Pew Research, un clima di crescente scetticismo degli italiani nei confronti degli Stati Uniti come partner affidabile.

L’agenda di Antibes: ministri, imprese e cooperazione industriale

Il precedente vertice bilaterale tra Italia e Francia risaliva al febbraio 2020, quando Macron e l’allora premier Giuseppe Conte si incontrarono a Napoli, pochi giorni prima del lockdown pandemico.

Questa volta il formato è più ambizioso: nove ministri per parte e un business forum nella vicina Le Cannet, incentrato sulla creazione di «campioni europei» nel settore della difesa. Tra i protagonisti industriali attesi figurano:

I lavori si articoleranno in sessioni plenarie tra i due capi di governo e tavoli tecnici ministeriali — a partire da Esteri, Difesa ed Economia — con l’obiettivo di formalizzare intese e dichiarazioni congiunte in diversi settori strategici.

Sul fronte libanese, Meloni ha anticipato che «Italia e Francia intendono lavorare insieme a partire dal ruolo della missione ONU UNIFIL», il cui mandato scade a fine anno: un segnale concreto di convergenza operativa tra i due Paesi in uno scenario mediterraneo sempre più instabile.

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